Categoria: Escursione

Pietra di Bismantova il ritorno

C’è odore di nuovo DPCM nell’aria così perché non sfruttare l’ultimo giorno di libertà all’aria aperta? Questa è la premessa che ci ha spinto ad organizzare l’ultima uscita, anche se in numero ridotto, alla pietra per questo sabato.

Ore 8.30 e come solito siamo già puntuali al Bar per la colazione e subito a seguire di corsa in Pietra. La giornata è favolosa e mentre parcheggiamo la macchina in piazzale Dante continuiamo a ripetere quanto abbiamo fatto bene ad alzarci presto. Piazzale Dante….. Dante… Dante…

Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,

montasi su in Bismantova e ’n Cacume

con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;

Dante Allighieri – Purgatorio Canto IV

Così recitava Dante nella Commedia utilizzando la Pietra come paragone della difficoltà di salire il monte del purgatorio. Chissà se Dante aveva fatto anche lui la ferrata…

Subito dopo le considerazioni scatenate dal solo aver parcheggiato l’auto un altro bellissimo ricordo mi si presenta.

La grotta, la parte preferita di Cinzia, tra l’altro unica lettrice di questi articoli…

Dopo aver raccolto, come sempre, uno zaino di sassi in pericolo di caduta arriviamo alla vetta dove questa volta attacchiamo un adesivo Stanza22.

Una volta raggiunta la vetta, rapida discesa attraverso il sentiero blu (giusto per restare in tema) e spritz finale da Attilio. Ubriachelli, non siamo più abituati visto che i bar sono sempre chiusi e non toccavamo alcool da un po’, ci dirigiamo verso la seconda parte della giornata. Chissà se qualcuno la racconterà mai in questo blog.

Castelnovo ne’ Monti – Pietra di Bismantova

L’inizio di un tema o di un racconto è sempre stato qualcosa di molto complicato, soprattutto per chi ha smesso di porsi questo problema da dopo la lontanissima maturità del 2012. Chiedo quindi scusa in anticipo ai lettori ma ho sempre preferito i numeri alle parole.

Partiamo con una panoramica generale della giornata che teoricamente mi aspettava. Bellissima giornata quasi estiva e festiva e oserei dire meritatissima dopo la quarantena che ci ha dolcemente accompagnato per tutto il mese di marzo, aprile e maggio. Ho sperato fino all’ultimo da brava bimba di Conte in un DPCM anticipato che ci permettesse di uscire dalla regione che ovviamente non è arrivato costringendoci a scegliere una meta vicina ma non troppo (chi mi conosce bene sa che soffro la macchina, in particolar modo in montagna dove ogni curva regala emozioni diverse al mio stomaco ) e che unisse il buon cibo ( per la felicitò di Torre) all’attività fisica ( per la felicità di Skenna e della mia caviglia).

Quale meta sarebbe stata in grado di unire tutte queste caratteristiche se non la Pietra di Bismantova?!

Partiamo quindi in totale scioltezza verso Castelnovo ne’ Monti in sella alla fedele Panda blu di Torre e con in sottofondo una playlist carica il giusto (niente Gigi d’Ag. fortunatamente, non sarei stata in grado di reggerla alle 9 e mezza del mattino).

Viaggio di andata tranquillo e sereno, senza complicazioni o impedimenti.

Dopo una breve sosta al bar Croce ( si chiama cosi giusto?) arriviamo all’ingresso della Pietra, carichi per scalarla e in meno di mezz’ora siamo già sulla cima circondati da giapponesi in pieno momento social che scattano foto e fanno storie su Instagram. Stufi di questa situazione e abbastanza affamati decidiamo di scendere per dirigerci al ristorante che il super organizzato Skenna aveva prenotato la sera prima ( è in questo preciso momento che capisco il motivo del suo soprannome : Papà Skenna).

Panorama spettacolare. 
Come si può notare partivo già con un handicap non indifferente alla caviglia!

Panorama spettacolare.

Come si può notare partivo già con un handicap non indifferente alla caviglia!

Questo è il momento più idilliaco della giornata, considerando soprattutto quello che mi accadrà solo qualche ora dopo! Mangiamo, ridiamo, scherziamo e beviamo. Tutto buonissimo e bellissimo. Riesco addirittura a convincere i tre maschioni con il mio fascino a bere un vino bianco invece di un rosso, nonostante fossi l ‘unica a prendere un secondo di pesce (si, ho preso il pesce in montagna lo so! sono strana!). Tonno fresco in crosta di pistacchio. Un nome una garanzia. Per i malfidati allego una foto.

Vi state ricredendo eh? Meritava davvero!!

Una volta concluso il pranzo decidiamo di ripartire all’avventura, contro la volontà di Ferro e Torre che avrebbero invece preferito distendersi al sole e dormire contemplando il buon cibo appena mangiato ( con il senno di poi probabilmente era la scelta giusta da fare). Optiamo per il giro basso intorno all’anello, un po’ causale e improvvisato sul momento. Ma d’altronde le cose improvvisate solitamente non sono le più belle e INDIMENTICABILI???

Giretto inizialmente tranquillo in mezzo ad alberi e a tratti rocciosi. Ed è proprio nei tratti rocciosi che avviene la svolta della giornata, ovvero la mia dolorosa, lunghissima e mozza fiatante caduta sul lato sinistro in mezzo ai sassi e ai rami che probabilmente per qualche settimana non riuscirò a dimenticare. Tagli e lividi sono ancora attualmente presenti sul mio corpo, nonostante siano già passati 3 giorni dallo sfortunato evento, e ogni giorno invece che migliorare peggiorano e non mi fanno dormire la notte. Mi prendo parte della colpa essendomi presentata in scarpe da ginnastica ma siamo oggettivi : sono mezza sarda e donna di mare, la montagna non è presente nei miei geni!! Starete pensando che sono esagerata e che non posso lamentarmi di una semplice caduta (altri due metri e sarei caduta giù da dirupo). Allego quindi una foto per mostravi esattamente quanto io mi sia fatta male (ATTENZIONE: CONTENUTO SENSIBILE! VIETATO AI MINORI DI 18!!)


Adesso mi credete??? Anche zona costole e braccio sono messe così. Se è porno levo!!

Da questo esatto momento in poi ero troppo impegnata a non pensare ai mille dolori e il viaggio di ritorno verso la macchina penso di averlo dimenticato o comunque non ho troppo badato a cosa stesse succedesse intorno a me. Volevo solo trovare un posto sicuro senza sassi, comodo e lontano dal diluvio che a breve avrebbe accompagnato il nostro ritorno a Reggio. Torniamo quindi velocemente alla macchina e dopo una sosta nuovamente al bar Croce per annegare i dispiaceri nell’alcool ci rimettiamo in viaggio. Io e Torre verso Reggio e Skenna e Ferro verso Sassuolo. Viaggio di ritorno infinito e movimentato. Grandine come se nevicasse e fiumi d’acqua!! Ovviamente abbiamo ripreso tutto quindi godetevi lo spettacolo con questo video.

Dopo un lunghissimo viaggio di acqua e grandine torniamo finalmente a casa, stanchi (nel mio caso anche doloranti) ma felici! Voto finale più che positivo. Nonostante ciò ho comunque una richiesta da fare.

Ragazzi che dite se andiamo al mare la prossima volta???

Greta, detta Gretta

Corno alle Scale – Lago Scaffaiolo

27/05/2020

“Andiamo su di là vieni?”

“Non lo so”, la mia classica risposta.

Alle 6.30 mio fratello mi sveglia, mi pareva un po’ presto per partire alle 7.30. Ho girato la testa sul cuscino, ma ho finito per essere in ritardo. Insomma sono andata anche io su di là.

Salgo in macchina alle 7.43, riscendo al forno per comprare un erbazzone (scelta poco intelligente), salgo di nuovo in macchina, allaccio la cintura a Super Mario, poi partiamo per andare su di là.
Una serie di curve infinite e stradine deserte, si diceva che Jackerson fosse il più lento a guidare, ma in fondo ero sollevata che non ci fosse Torre al volante (si vocifera nella Stanza 22…).

La corsa termina al Laghetto del Cavone a Madonna dell’acero dove si imbocca il sentiero.

Si parte in salita lungo il 337 dentro un bosco di faggi e ruscelli d’acqua desiderosi di farsi sentire. Tronchi altissimi e luce a macchie sul terriccio umido poi, risalendo, arbusti invadenti che ti lasciano giusto giusto lo spazio per mettere un piede davanti all’altro impazienti di lasciarti qualche segno (perché giustamente tu ti metti i pantaloni corti, ti vuoi abbronzare no?, ignara del fatto che sia un posto ventoso e che in fondo è scritto da tutte le parti).

Salire si direbbe faticoso fin quando non raggiungi la costa. Due regioni si toccano, separate solo da un invisibile confine di prati.

Tra la vertigine di qualche sasso e i capelli che non si volevano levare dalla faccia mi ci vedevo a rotolare giù. Il sentiero per arrivare alla croce è ben visibile, sale ripido e segue il crinale, il che vuol dire che puoi girarti ovunque e puoi sentirti Keanu Reeves in Point Break, anche se ad aspettarti è solo l’erbazzone (solo).

La croce, l’erbazzone, la croce, è stato facile, la croce, un vento incredibile, è sempre ventoso non te lo ricordi?, la croce, i pantaloni corti, ma la croce si muove, una vista pazzesca, il vento, ma se mi cambio i pantaloni ora muoio di freddo o peggio mi volano via, la bella vista, ma niente erbazzone.

Poco più avanti, scendendo appena rispetto alla costa, una cabina di arrivo di una seggiovia, perfetta per il mio erbazzone, solo che poi ho deciso di mangiarmi il panino perché avevo freddo e l’erbazzone merita la pace dei sensi. Poi le cose più buone si mangiano sempre alla fine…

Ah! di loro non ne parlo perché mi hanno detto di scrivere in prima persona…

Riprendiamo. Il sentiero segue il crinale fino ad un lago che si scorge di lontano. Il lago Scaffaiolo, un oasi perfetta per il mio erbazzone.

(intermezzo di pace)

La discesa è stata improvvisata. Bypassati i gentili vecchietti che ci hanno dato indicazioni stradali, snobbati, li abbiamo stracciati e ritrovati al Lago Cavone con una birra e una torta ai mirtilli. Io la volevo la birra.

 “Due birre e una torta”

Mi hanno insultata, ma infondo lo sappiamo tutti che sono stati i vecchietti.

Anh dimenticavo…

Silvia “logo designer” Schenetti

Appennino Tosco Emiliano – Fonti del Secchia

23/05/2020

Ore 6:45 – suona la sveglia – mi sembrano passati solo 5 minuti dall’ultimo uragano – volto il capo, lo zaino è lì pronto che mi attende – sorrido, mi aspetta una grigliata con la mia Gang.

Niente colazione perché la farò alla Croce, punto di ritrovo di questa scampagnata.

Jackerson: “Quest’oggi l’allegra combriccola si allarga, abbiamo 3 fantastici member (Ferro, Davidino e Simona) oltre ai 4 founder”

Parte il Rally dell’Appenino Reggiano a suon di Bombon3ra; traguardo il bar “la Croce”.

Finito il classico bombolone e cappuccio ci dividiamo in due gruppi: uno diretto in macelleria e uno (più triste) diretto al fruttivendolo, non serve specificare in quale gruppo sono capitato…

Confidiamo nella valutazione di Torre per la quantità di carne, che ha letteralmente sbranato la colazione, finendo per cadere nel solito errore

Jackerson: “raga Torre ha mandato un audio…”

Terminati gli acquisti ci dirigiamo al Passo del Cerreto in mezzo ad un panorama da cartolina. La primavera ci regala una tavolazza di colori che mi lascia incantato.

Jack: “veh come girano quelle pale”

Jackerson: “ho visto spesso della roba girare così”

Parcheggiamo, indosso gli scarponi incantato dalla nuova calzatura tecnica di Jack e mi faccio legare la griglia allo zaino dal prode Skenna.

Imbocchiamo senza problemi il percorso corretto. Ci aspettano 2 ore di camminata “QUASI” tutta pianeggiante.

Arrivati a metà strada, dal fondo del gruppo cominciano ad arrivare i primi commenti:

Ferro: “oh Torre! per fortuna che non c’erano salite complicate”

Torre: “oh Ferro! quando vuoi fare una pausa dimmelo”

(suoni della natura)

Tra una canzoncina e l’altra siamo nella radura delle Fonti del Secchia. Un anfiteatro naturale di rara bellezza.

  • Obiettivo 1: trovare legna secca
  • Obiettivo 2: accendere il fuoco nel braciere lasciato gentilmente da qualche buon’anima.
  • Obiettivo 3: godersi il momento

Dopo un giro esplorativo della zona mi faccio guidare dal profumino per tornare dai miei compagni che hanno già sbattuto sulla griglia 11 Salsicce.

Ferro non resiste alla tentazione e ci delizia con qualche tamarrata (la musica non può mancare).

Panico – si alza il vento – ma noi non ci lasciamo intimorire, non sarà un po’ di cenere sulla carne a farci arrendere!

Pian piano si avvicina qualuno:

Femmina Misteriosa: “ragazzi, lo sapete che è vietato?”

Torre: “ok, spegniamo tutto” (dopo aver finito di grigliare, ma questo non glielo diciamo)

Pieni e soddisfatti ci godiamo il silenzio della radura sdraiati sull’erba. Dopo un piccolo giro al punto esatto dove sgorga il fiume Secchia siamo pronti a tornare indietro.

Mentre scendiamo spensierati in mezzo al bosco incontriamo un uomo in divisa:

Carabbiniere: “avete fatto una grigliata?!”

Torre: “nooooo, pranzo al sacco!”

(silenzio)

Carabbiniere: “allora perché lui ha una griglia dietro? Lo sapete che è vietato!”

(ricordate la griglia legata al mio zaino?!)

(silenzio)

(silenzio)

(ancora silenzio)

Torre: “eh, infatti…”

Carabbiniere: “dai ragazzi, andate”

Scampato il pericolo mi lascio andare in un’evoluzione di parkour e siamo alla macchina. Ci ritroviamo in mezzo ad un motoraduno quindi decidiamo di levare le tende.

L’aperitivo vista Pietra di Bismantova è la giusta conclusione di una splendida giornata.

         Giacomo “Jackerson” Visci

Alpe di Succiso – Monte Casarola

17/05/2020

Suona la sveglia, è diversa dal solito, non è il solito suono che le mie orecchie si sono abituate ad ascoltare in questi giorni di quarantena.

Sono le sette del mattino, tra un’ora mi aspetta un importante “check telefonico”. Il pensiero un po’ mi spaventa perché l’ultima volta (08/03/2020) è scoppiata una pandemia globale.

Vèz dobbiamo andare sul Casarola!

Guardo fuori dalla finestra, è uno schifo. Avevo passato tutto il sabato a controllare il meteo nella speranza che migliorasse, ma quei maledetti sono troppo precisi.

Mi vesto, colazione niente, sciacquatina, carico la roba in macchina e sono le otto. È il momento.

Schennucciooooo….

Apposto e tu?…..

Tutto confermato al massimo prendiamo un po’ di acqua, tanto per quel che ho da fare a casa….

Allora ci vediamo alle 9 alla Croce….

Cià cià.

Mi fiondo in macchina: Achille Lauro, Sfera Ebbasta, Gazzelle e sono alla Croce.

Ritrovo “diStanza22 controllato”. Cornetto alla crema mi sei mancato!

Ora che il gruppo è riunito possiamo partire per il passo della Scalucchia. La colonna sonora cambia totalmente volto:

4 founder, 4 macchine, 2 inversioni di marcia, una mucca investita, 2789 curve, un banco di nebbia, ore 10.12 e siamo pronti a partire davvero.

Anche questa volta l’ignoranza deve metterci lo zampino, imbocchiamo convinti il sentiero 667, ma non è il sentiero 667…

Fango, nebbia, Fonti di Capiola, bosco, parkour, salita interminabile, paesaggio brullo, cacche di lupo, “una marmotta!”

Siamo in cima!

Vedo il mare!

Domanda di gruppo: <<Ma la croce dov’è?>>

Sconforto, non siamo arrivati….

Ci rimettiamo in viaggio, la fatica comincia a farsi sentire (come se prima non l’avessi sentita), la nebbia non permette di vedere la meta. Sentiamo delle voci in lontananza

Allora non siamo gli unici stronzi a muoversi con questo tempo!

Il riposo dei guerrieri sulla vetta, esce il sole, firmiamo il libro e ci rimettiamo in marcia per le auto. Si scende!

Marco “Torre” Torreggiani

© 2026 Stanza22

Theme by Anders NorenUp ↑